E’ incredibile, quando si viene capatultato in una realtà inusuale, come ci si senta soli, impotenti, in balìa degli eventi.
Dieci anni fa mi sono sentita come se…
entrando in un reparto di ortopedia , con un polso slogato, per il semplice fatto che uno specialista dica, “ma no, è una caviglia rotta”…
tutti improvvisamente avessero messo il paraocchi…
Sembrava che quando urlavo la mia verità, fossi diventata isterica.
Io dovevo tacere e farmi imbottire di farmaci che lentamente mi stavano portando alla paralisi muscolare… e praticamente dormire tutto il giorno…
Come faccio oggi ad essere ancora qui, magari con l’agorafobia, non lo so.
Forse devo ringraziare la mia caparbietà ed il motto che con gli anni mi sono costruita: “nella jella sono fortunata”.
Oggi mi chiedo:
- Perchè nel reparto di Psichiatria non possono entrare i Volontari Ospedalieri (A.V.O.) ?
- Perchè non mi hanno fatto parlare con un psicologo?
- Perchè non mi hanno fatto analisi ed esami (come quello della tiroide) per escludere eventuale altra malattia?
- Perchè sono andati diretti a curare la schizofrenia, scambiando gli effetti collatterali con la malattia stessa? Prassi, incompetenza o sbaglio di cartella clinica?
- Perchè col passare degli anni, con altre visite, e da più parti sia stato decretato che ho gli attacchi di panico con l’agorafobia, quindi una “nevrosi” quando trovo quegli “specialisti” vengo ancora considerata come l’etichetta che mi hanno cucito adosso “psicosi”? e continuano a mettermi delle barriere? Sì, avevo tentato di creare un gruppo di auto-muto aiuto… Ma era come se entrando in un bosco, io mi mettevo a pulirlo, aprire un varco e creare una stradina… ma come sparivo… puff… qualcuno arrivava e metteva sottosopra tutto quello che avevo appena “sistemato”.
Insomma tutto tranne “vivi e lascia vivere”.
Filed under: "(non) mi sento inutile" | Lascia un commento »



